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27 gennaio 2007

Liberalizzazioni: sul Giornale la mia lenzuolata

Il Giornale mi ha chiesto di raccontare, in undici breve schede, cosa manca tra le "liberalizzazioni" del governo, e cosa c'è e sarebbe meglio che non ci fosse. Ne è venuta fuori una mia lenzuolata che può essere riassunta così: l'esecutivo ha fatto alcuni marginali passi avanti e un paio di significativi passi indietro. Ma soprattutto si è ben guardato dal venire alle mani con le rendite davvero forti, quelle che rappresentano la vera tara (assieme alla tassazione e alla regolamentazione da neurodeliri) della competitività italiana. Va bene liberalizzare i barbieri, ma l'energia? Va bene abolire le distanze minime tra i cinema, ma la telefonia fissa?

PS Ovviamente, grazie Mario!




permalink | inviato da il 27/1/2007 alle 18:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

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Libertà è dovunque vive un uomo che si sente libero
. Libertà significa coscienza della propria personalità e dei propri doveri: ciò non può piacere al vile che ha il terrore d’assumersi delle responsabilità e di agire in modo consono alla propria personalità. Libertà significa lotta, fede, sacrifici, fatica, studio, lavoro illuminato dall’intelligenza e da un fine: ciò non può piacere all’inetto. Libertà significa rispetto di sé, degli altri e delle leggi basilari che regolano il vivere secondo Dio e secondo la civiltà. Ciò non può piacere al vile che desidera soltanto sottrarsi al dominio della sua coscienza personale per adeguarsi alla coscienza collettiva. Amerai il prossimo tuo come te stesso: se questa è la regola, è dovere di ognuno amare se stesso. Non si deve disprezzare il dono meraviglioso che Dio ci ha dato: Egli ci ha dato una personalità e una coscienza alle quali non dovremo rinunciare. Sul letto di morte, ci troveremo soli a rispondere a Dio delle nostre azioni.